Calcolo Contributi INPS 2026: Aliquote ed Esempi
Quanto paghi di contributi INPS sul tuo stipendio? Se hai una Partita IVA, quanto devi mettere da parte per la previdenza? L’importo dipende dal reddito, dal tipo di lavoro e dalla gestione previdenziale a cui sei iscritto.
Con il nostro strumento per il calcolo contributi INPS 2026 puoi stimare i versamenti mensili o annuali. Inserisci il reddito, scegli la tua categoria lavorativa e scopri quanto potresti pagare come dipendente, libero professionista, artigiano o commerciante.
Calcolo Contributi INPS 2026
Inserisci il reddito e seleziona la tua categoria lavorativa per stimare i contributi INPS del 2026.
Per artigiani e commercianti si ipotizza un anno intero di attività, senza riduzioni contributive, con anzianità contributiva dal 1996 in poi.
Il risultato è una stima informativa e non sostituisce il calcolo ufficiale INPS. Non comprende IRPEF, addizionali, riduzioni particolari o tutte le regole contrattuali.
Come si calcolano i contributi INPS?
L’INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale) gestisce le pensioni pubbliche e diverse prestazioni di sostegno, tra cui alcune indennità di malattia, maternità e disoccupazione.
La maggior parte dei lavoratori in Italia deve versare contributi previdenziali, ma le regole cambiano in base all’attività svolta.
I dipendenti versano normalmente una percentuale dello stipendio lordo, mentre il datore di lavoro paga una quota separata. I professionisti iscritti alla Gestione Separata versano contributi sul reddito professionale. Artigiani e commercianti pagano generalmente una quota minima annuale, più un importo aggiuntivo quando il reddito supera una determinata soglia.
La formula di base è:
Contributi INPS = Reddito imponibile previdenziale × Aliquota ÷ 100
Ad esempio, con uno stipendio lordo mensile di 2.000 € e un’aliquota del 9,19%, la trattenuta è pari a 183,80 €. Il calcolo contributi INPS può però cambiare in presenza di minimali, massimali, aliquote aggiuntive o agevolazioni.
Aliquote contributive 2026
La tabella riporta le principali aliquote di riferimento per alcune categorie di lavoratori.
| Categoria lavorativa | Aliquota 2026 |
| Dipendente del settore privato (quota IVS ordinaria) | 9,19% |
| Libero professionista in Gestione Separata senza altra copertura previdenziale obbligatoria | 26,07% |
| Professionista in Gestione Separata con altra copertura obbligatoria o pensionato | 24% |
| Artigiano | 24% |
| Commerciante | 24,48% |
Le aliquote indicate sono valori ordinari di riferimento. La percentuale effettiva può variare in base al contratto, alla posizione previdenziale e alle agevolazioni applicabili.
Per i lavoratori dipendenti
Se lavori come dipendente, la tua quota di contributi viene normalmente trattenuta direttamente in busta paga.
Per molti dipendenti del settore privato, l’aliquota IVS ordinaria a carico del lavoratore è del 9,19%. Il datore di lavoro versa un’ulteriore quota, che rappresenta un costo aziendale separato.
Esempio con stipendio lordo di 2.500 €
Supponiamo che tu percepisca 2.500 € lordi al mese e che si applichi l’aliquota del 9,19%.
| Descrizione | Importo |
| Stipendio lordo mensile | 2.500,00 € |
| Aliquota del dipendente | 9,19% |
| Trattenuta previdenziale | 229,75 € |
| Importo dopo INPS, prima delle imposte | 2.270,25 € |
La trattenuta mensile stimata è quindi di 229,75 €.
I 2.270,25 € rimanenti non rappresentano lo stipendio netto. Bisogna ancora considerare l’IRPEF, le addizionali regionali e comunali e le altre eventuali trattenute.
Ecco altri esempi con la stessa aliquota:
| Stipendio lordo mensile | Trattenuta INPS |
| 1.500 € | 137,85 € |
| 2.000 € | 183,80 € |
| 3.000 € | 275,70 € |
| 4.000 € | 367,60 € |
Gli esempi presumono che l’intero importo lordo sia soggetto a contribuzione.
Per i redditi più elevati è prevista anche un’aliquota aggiuntiva dell’1%. Nel 2026 si applica alla parte di retribuzione pensionabile che supera la soglia annuale di 56.224 €, secondo le regole previste per la busta paga.
Vuoi conoscere l’importo che riceverai dopo le imposte? Prova il nostro calcolo stipendio netto.
Per liberi professionisti e Partita IVA
Non tutti i titolari di Partita IVA versano i contributi alla stessa gestione previdenziale. Alcuni professionisti sono iscritti a una cassa professionale autonoma. Altri, soprattutto chi non dispone di una cassa specifica, versano alla Gestione Separata INPS.
Nel 2026, l’aliquota ordinaria per i professionisti senza altra copertura previdenziale obbligatoria e non pensionati è del 26,07%. Chi è già iscritto a un’altra forma di previdenza obbligatoria oppure percepisce una pensione applica generalmente l’aliquota del 24%.
Esempio con reddito annuo di 30.000 €
Immaginiamo un professionista con un reddito imponibile previdenziale annuo di 30.000 € e un’aliquota del 26,07%.
30.000 € × 26,07% = 7.821 €
Il contributo annuale stimato è quindi di 7.821 €. È importante distinguere il fatturato dal reddito su cui calcolare i contributi.
Nel regime forfettario, ad esempio, il reddito dell’attività viene generalmente determinato applicando al fatturato un coefficiente di redditività, che dipende dal tipo di attività svolta. Per ottenere una stima utile con il nostro strumento di calcolo contributi INPS, inserisci quindi la base imponibile corretta, non automaticamente il totale delle fatture.
Minimale e massimale della Gestione Separata
Nel 2026 sono previsti due valori importanti:
| Riferimento | Importo 2026 |
| Massimale annuo di reddito | 122.295 € |
| Reddito minimale per l’accredito dell’intero anno | 18.808 € |
Il massimale indica il limite annuale di reddito soggetto a contribuzione nella Gestione Separata.
Il minimale serve invece a determinare l’accredito dei mesi ai fini pensionistici. Non significa che ogni professionista debba obbligatoriamente versare contributi su almeno 18.808 €.
Se il reddito è inferiore al minimale, potrebbero essere accreditati meno di 12 mesi di contribuzione. Questi valori sono riportati nella Circolare INPS n. 8/2026.
Per artigiani e commercianti
Artigiani e commercianti seguono regole diverse rispetto ai professionisti iscritti alla Gestione Separata.
In generale, devono versare contributi minimi annuali anche quando il reddito dell’attività è basso. Se il reddito supera il minimale, si aggiunge una quota calcolata sulla parte eccedente.
Contributi minimi nel 2026
| Voce | Artigiani | Commercianti |
| Aliquota ordinaria | 24% | 24,48% |
| Reddito minimale annuo | 18.808 € | 18.808 € |
| Contributo minimo annuale | 4.521,36 € | 4.611,64 € |
Gli importi minimi comprendono il contributo fisso di maternità di 7,44 € annui.
Questi valori si riferiscono a un’iscrizione ordinaria per l’intero anno, senza riduzioni particolari. In caso di iscrizione per una parte dell’anno o di agevolazioni, l’importo può cambiare.
Esempio: artigiano con reddito di 25.000 €
Un artigiano con un reddito imponibile annuo di 25.000 € paga un contributo minimo di 4.521,36 €. La parte di reddito che supera il minimale è pari a 6.192 €. Applicando l’aliquota del 24%, il contributo aggiuntivo è di 1.486,08 €.
Totale annuale stimato: 6.007,44 €
Per la parte di reddito che supera 56.224 €, le aliquote salgono al 25% per gli artigiani e al 25,48% per i commercianti, nel rispetto dei massimali applicabili. Sono previste anche alcune riduzioni. Ad esempio, determinati pensionati INPS con almeno 65 anni possono beneficiare di una riduzione del 50%. Alcuni contribuenti in regime forfettario possono invece accedere a un regime contributivo agevolato.
Prima di applicare una riduzione, verifica di possedere i requisiti richiesti.
Scadenze dei versamenti e stipendio netto
Le modalità di pagamento dipendono dalla categoria lavorativa. Dipendenti: la quota viene normalmente trattenuta in busta paga e il datore di lavoro si occupa dei versamenti.
Liberi professionisti: gli iscritti alla Gestione Separata versano generalmente attraverso il sistema della dichiarazione dei redditi, con acconti e saldo.
Artigiani e commercianti: i contributi minimi vengono normalmente pagati in quattro rate tramite modello F24. Gli importi sul reddito eccedente il minimale seguono scadenze separate.
Per l’anno contributivo 2026, le rate ordinarie dei contributi minimi sono previste a maggio, agosto, novembre e febbraio 2027. È sempre opportuno controllare le date esatte nelle comunicazioni ufficiali.
Come incidono sullo stipendio netto?
I contributi previdenziali e l’IRPEF sono due trattenute diverse.
I primi finanziano pensioni e prestazioni previdenziali. L’IRPEF è invece l’imposta sul reddito delle persone fisiche. Per un lavoratore dipendente, il procedimento semplificato è:
Stipendio lordo → Contributi INPS → Imposte → Stipendio netto
Ad esempio, su 2.500 € lordi mensili, la trattenuta previdenziale al 9,19% è di 229,75 €. L’importo rimanente deve ancora essere ridotto delle imposte e delle altre eventuali trattenute.
Per approfondire la parte fiscale, puoi utilizzare il nostro calcolo IRPEF. Per chi lavora in proprio, conoscere in anticipo gli importi da versare aiuta a organizzare meglio le spese durante l’anno.
Domande frequenti
Conclusione
Conoscere i contributi da versare ti aiuta a capire meglio le trattenute sullo stipendio e a pianificare le spese se lavori con Partita IVA. L’importo dipende dal reddito, dalla categoria lavorativa e dalle aliquote applicabili.
Un calcolo corretto è importante anche per evitare errori nella stima del reddito netto e organizzare i versamenti previdenziali. Per artigiani e commercianti, occorre considerare anche i contributi minimi annuali, mentre per i liberi professionisti contano le regole della gestione previdenziale di appartenenza.
Usa il nostro strumento di calcolo contributi INPS 2026 per ottenere una stima rapida. Per conoscere gli importi definitivi, verifica sempre la tua posizione sul sito ufficiale INPS.
